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Chi siamo

Il Manfredini di Este è un’opera educativo-pastorale che cerca di vivere la passione di don Bosco per i giovani nella convinzione che in ogni giovane c’è un sogno, un desiderio di bene, una ricerca di senso, una voglia di vivere che va coltivata e fatta crescere.
Il Manfredini vuole aiutare i giovani ad avere uno sguardo buono sull’altro, a saper cogliere in ogni persona e in ogni avvenimento quella bontà che salverà il mondo attraverso un’azione educativa che si compie quando accende sguardi colmi di passione capaci di ardere nei bracieri del quotidiano. Il Manfredini vuole educare il cuore dei giovani affinché scoprano che solo una vita donata restituisce quel senso a cui anelano.
Come don Bosco ci spendiamo per far cogliere la presenza e l’azione buona di Dio nella trama della propria storia attraverso la scuola di formazione professionale.

Due allievi del Manfredini

Scarica il volume IL MAGNIFICO PALAZZO GIARDINO PESARO DI ESTE in cui si parla della storia del Manfredini

La missione

Educazione e evangelizzazione sono al centro della nostra missione.
Il servizio o progetto educativo pastorale che intendiamo realizzare è orientato alla promozione integrale della persona. I primi e principali destinatari della nostra missione sono i giovani, specialmente i più poveri, i giovani lavoratori e quelli che si avviano al lavoro, e le vocazioni apostoliche; in vista di questi destinatari privilegiati lavoriamo soprattutto negli ambienti popolari, con attenzione ai laici evangelizzatori, alla famiglia, alla comunicazione sociale, e tra i popoli non ancora evangelizzati.
Le attività e opere attraverso le quali noi salesiani preferiamo svolgere la missione possono essere di svariate tipologie in quanto dipendono dai bisogni e dalle situazioni della gente che serviamo.

Sistema educativo

San Giovanni Bosco fu un educatore eccezionale. La sua acuta intelligenza, il suo senso comune e la sua profonda spiritualità lo guidarono a creare un sistema di educazione che sviluppa tutta la persona – corpo, cuore, mente e spirito. Esso favorisce la crescita e la libertà, mentre mette il ragazzo proprio al centro di tutta l’opera educativa.

Per distinguere il suo metodo dal sistema repressivo di educazione, prevalente nel 19° secolo in Italia, egli ha chiamato il proprio metodo sistema preventivo - perché esso cerca il modo di prevenire la necessità della punizione, collocando il ragazzo in un ambiente in cui egli è incoraggiato a dare il meglio di sé. Questo è un approccio congeniale, amichevole, integrale all’educazione.
Esso crea un clima che ‘trae fuori’ (educere) il meglio dal ragazzo, che incoraggia la sua completa e piena espressione di sé, che aiuta il ragazzo ad acquisire atteggiamenti che lo guidino a scegliere ciò che è buono, sano, gioioso e fa crescere la vita.

Il Manfredini durante una manifestazione sportiva

Il sistema preventivo

Dall’impegno educativo di Don Bosco, scaturisce la sua prassi pastorale e il suo stile pedagogico.

Vita spirituale, impegno apostolico, metodo educativo sono tre aspetti di un’unica realtà: l’amore, la carità pastorale che unifica e muove tutta l’esistenza: essere nella Chiesa segni e portatori dell’amore di Dio ai giovani.

Stile salesiano

Don Bosco ci ha consegnato uno stile singolare di vivere e lavorare, una originale miscela di vita e azione che chiamiamo spirito salesiano. Ecco uno schema di queste caratteristiche:

  • Una speciale sollecitudine verso i giovani più poveri e la classe popolare.
  • Un metodo pedagogico tipicamente salesiano di convivenza e comunione, che consente a ciascun giovane di crescere in un ambiente accogliente e familiare segnato dall’allegria, dove possa sviluppare tutte le sue potenzialità, acquisendo nuove abilità ed un camminare seguendo una chiara proposta di fede. In questo senso, ogni Casa Salesiana si propone – contemporaneamente e secondo ciò che le è proprio – come:
  • “Casa che accoglie”: un ambiente ricco di confidenza e famigliarità in cui vivere lo “spirito di famiglia”, elemento tipico della spiritualità salesiana;
  • “Parrocchia che evangelizza”: nella convinzione che ciascun giovane porta scritto nel proprio cuore il desiderio di Dio
  • “Scuola che avvia alla vita”: consiste nell’offerta delle risorse necessarie affinché ciascun giovane sviluppi le capacità e le attitudini fondamentali per la vita nella società
  • “Cortile per incontrarsi tra amici e vivere in allegria”: l’esperienza del “cortile” è una chiamata ad uscire dalle nostre strutture formali, lasciandoci guidare da una pedagogia dell’allegria, dell’ottimismo e della festa, in una proposta di valori che si realizzano in modo più autentico e prossimo (“Qui facciamo consistere la santità nello stare molto allegri”).
  • uno speciale metodo educativo: il Sistema Preventivo;
    si tratta di un sistema basato interamente su  ragione, religione  e  amorevolezza , una esperienza spirituale ed educativa unica di lavorare con e tra i giovani per la loro e la nostra salvezza.
San Giovanni Bosco

San Giovanni Bosco

Giovanni Bosco nasce il 16 Agosto 1815 in una famiglia contadina poverissima a Becchi Castelnuovo d’Asti (oggi rinominata Castelnuovo don Bosco).
Rimasto orfano di padre a soli due anni, matura la vocazione sacerdotale fin da subito.

Nel 1841, giovane prete, arriva a Torino e comincia ad esplorare la città per farsi un’idea delle condizioni morali dei giovani.
Ne rimane sconvolto: ragazzi che vagabondano per le strade, disoccupati, sbandati e depressi pronti a qualsiasi cosa. È profondamente impressionato dal constatare come tanti di questi giovani prendano da subito la via delle patrie galere e capisce che non può rimanere indifferente a tutto ciò, decidendo quindi di agire per cercare di sanare, come può, la difficile situazione.
Per questo, aiuta i ragazzi a cercare lavoro, si prodiga per ottenere condizioni migliori a chi è già occupato e fa scuola ai più volonterosi. Nasce così nella periferia torinese il primo oratorio.

Casa natale di San Giovanni Bosco

Nell’aprile 1846, don Bosco apre a Valdocco nella “casa Pinardi” un oratorio intorno al quale nascerà col tempo il grandioso complesso della casa-madre dei Salesiani. Il problema di accogliere non per alcune ore ma a tempo pieno ragazzi senza casa diventa per lui fondamentale, anche se gli subentrano difficoltà di natura finanziaria: diventa promotore in prima persona della sua iniziativa e si mette alla ricerca di fondi.
La sua prima benefattrice è la madre Margherita, che vende tutto quello che possiede per sfamare i ragazzi. Tra i giovani che hanno don Bosco per padre e maestro, qualcuno gli chiede di “diventare come lui” e così nasce, con la cooperazione di don Rua e di don Cagliero, la “Società di San Francesco di Sales” che darà vita all’omonima congregazione dei Salesiani, che inizia a dare ai giovani non solo pane e una casa, ma procura loro istruzione professionale e religiosa, possibilità di inserirsi nella vita sociale e buoni contratti di lavoro.
Don Bosco diventa col tempo una figura di rilievo nazionale. Uomo di straordinaria intelligenza, tanto da essere spesso consultato da Papa Pio IX, è dotato di uno straordinario carisma, anche se rimane sempre altrettanto straordinariamente una persona umile e semplice.

Nel 1872, instancabile, fonda la Congregazione femminile delle figlie di Maria Ausiliatrice, detta delle Suore Salesiane. Gli anni successivi vedono don Bosco protagonista di straordinarie e intensissime attività, in svariate direzioni.
Accenniamo solo all’inizio dell’attività missionaria, con l’invio della prima spedizione in Argentina nel 1875.
Si spegne a Torino il 31 Gennaio 1888, circondato dal cordoglio di tutti quelli che lo hanno conosciuto e lasciando dietro di sé una scia luminosa di opere concrete. Don Bosco viene dichiarato venerabile nel 1907, Beato nel 1929 e Santo nel giorno di Pasqua, 1 aprile 1934.

Don Bosco cammina tra i giovani

Il 31 gennaio 1958 Pio XII, su proposta del Ministro del Lavoro, lo dichiara “patrono degli apprendisti italiani”.
In fine, Giovanni Paolo II lo ha definito «Padre e maestro della gioventù» per la sua pedagogia, sintetizzabile nel “sistema preventivo”, che si basa su tre pilastri (religione, ragione e amorevolezza) e si propone di formare buoni cristiani e onesti cittadini.

CERTIFICAZIONI E ACCREDITAMENTI

CERTIFICAZIONEISO 9001: 2008
Ente: Kiwa-Cermet
Cod.: 2602-A – Settore EA:37
Progettazione ed erogazione di attività formative
ACCREDITAMENTOEnte: Regione Veneto
Cod.: A0381
Obbligo formativo, Formazione superiore, Formazione continua, Orientamento
ACCREDITAMENTO

Ente: Regione Veneto
Cod.: L248
Servizi al Lavoro

PERSONALITÀ GIURIDICA
Ente: Regione Veneto
Cod.: 864
Iscrizione al Registro regionale delle Persone Giuridiche

Erogazioni pubbliche anno 2018

Codice_etico

Scuola della Formazione Professionale Manfredini
Associazione CFP CNOS-FAP Manfredini
Via Manfredini 12
34042 Este PD
tel. 0429.612101
fax. 0429.612198
P.IVA IT 03941320289
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